Stasera in palestra osservavo uno di voi Wildrockers provare e riprovare lo stesso passaggio. A un certo punto mi ha detto una frase che mi ha fatto riflettere:
"Finché non lo faccio perfetto quel blocco, non vado avanti"….
La dedizione è ammirevole, non c'è dubbio. Eppure, dietro questa frase si nasconde un problema bello grosso.
La perfezione (subito) è un'illusione.
La tecnica perfetta non piove dal cielo: si raggiunge solo dopo tantissimo tempo e, soprattutto, dopo aver accumulato una montagna di esperienza su movimenti diversi.
Ecco il paradosso in cui cadiamo: non possiamo fare vera esperienza se non variamo gli stimoli. Se ti incastri su un solo movimento finché non è impeccabile, ti stai limitando da solo.
Finisci per fare la fine del criceto sulla ruota: corri all'infinito, sudi, ti stanchi, ma non vai da nessuna parte.
Ripetere serve, ma variare è fondamentale.
Intendiamoci: ripetere e migliorare un blocco appena chiuso è utilissimo per assimilare il movimento (specialmente se la prima volta l'hai chiuso a stento o tirando a caso!). Ma la variazione dello stimolo è il vero motore della crescita nel climbing.
Quindi, qual è l'approccio giusto?
• Chiudete i blocchi: Portate a casa il risultato.
• Puliteli: Ripeteteli per renderli più fluidi.
• E POI VARIATE: Cambiate stile, provate altri blocchi, andate a schiantarvi contro quei passaggi che "non sono proprio il vostro stile" e che non vi riescono.
• Tornateci dopo: Con un bagaglio motorio nuovo, tornate sui vecchi blocchi. Vi accorgerete di poterli perfezionare molto più facilmente.
Ricordatevi: la componente fondamentale per migliorare è doppia:
Ripetizione E Nuovo stimolo.
Se volete ottenere il 100% l’una non deve escludere l’altra, ma convivere.
Meno criceti, più tattica. 🧗♂️🔥