C'è una settimana che resterà nei libri di storia dell'arrampicata. Lunedì, Adam Ondra si presenta sotto un blocco a Brione. Lo studia. Lo prova una volta. Lo sale. Flash. Grado: 8C.Giovedì, stesso copione, questa volta in Val Bavona, su "Celestite". Stesso risultato. Flash. 8C. Due boulder tra i più duri del mondo. Una settimana. Zero cadute. Per capire cosa significa: il flash di un 8C vuol dire salire dal basso, senza mai toccare terra, un problema che arrampicatori forti impiegano giorni — a volte settimane — a decifrare. Ondra lo fa al primo tentativo. Non una volta. Due volte in sette giorni. Tre in carriera. Nessun altro essere umano è sopra uno. Intanto, a Claret, nel sud della Francia, Alex Megos stava facendo la sua cosa su una parete calcarea che si chiama "Le bruit de l'acid" — 9b, una delle vie più difficili del pianeta. Quattro giorni di tentativi. Poi, la sequenza giusta, le dita che tengono, i piedi che non scivolano. Prima ripetizione confermata, grado validato. Due atleti diversi. Due discipline diverse. La stessa settimana. L'arrampicata è uno sport strano: non ha uno stadio, non ha un tabellone, non ha un pubblico urlante. Ha roccia, un paio di scarpette, e qualcuno che decide di provare l'impossibile. Questa settimana, l'impossibile è stato salito due volte. 🧗 #climbing #arrampicata #adamondra #alexmegos #bouldering #freeclimbing #9b #8C