Nel lessico del mercato del lavoro contemporaneo, esiste un paradosso affascinante: ciò che definiamo "soft" (morbido) è diventato, nei fatti, il pilastro più solido su cui poggiare una carriera. Se le hard skills — il saper programmare in Python, conoscere il diritto societario o manovrare un macchinario industriale — rappresentano il biglietto d’ingresso nel mondo professionale, sono le soft skills a determinare chi, una volta entrato, riuscirà a guidare il cambiamento anziché subirlo.