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🌟 Presentati alla Collettivo — Facciamo conoscenza
Benvenutə 🌙 Prima di iniziare il tuo percorso qui dentro, facciamo una cosa semplice: conosciamoci. Nessuna pressione, nessun “rito”, niente ansia. Solo persone che si incontrano e condividono chi sono in questo momento. puoi presentarti così (nei commenti): - Nome / come vuoi essere chiamatə - Da dove stai scrivendo - Come ti senti in questa fase della tua vita - Cosa vorresti migliorare / illuminare di te nei prossimi mesi - Una tua qualità o forza che porti nella community Non devi essere perfetto. Non devi avere tutto chiaro. Stiamo tutti lavorando sulle stesse cose. 🤍 Un ultimo pensiero Questo spazio è fatto per imparare, crescere ed entrare in contatto con persone che stanno facendo un percorso simile al tuo. Sentiti liberə di condividere solo ciò che ti fa stare a tuo agio. Ti leggiamo nei commenti 🌿
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COME USARE QUESTA PIATTAFORMA 😁
SCARICA l'app chiamata "Skool Communities" se userai la YOUniversità dal telefono per una migliore esperienza (allego foto app) . Guardate questo video tutorial per capire come utilizzare al meglio questa piattaforma ! (VI CONSIGLIO DI SARICARE l'APP DAL GOOGLE\APP STORE SE USERETE LA COMMUNITY DAL TELEFONO, BASTA CERCARE SKOOL E LA TROVATE) Se avete difficoltà scrivete pure nei commenti e vi risponderò
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Lo specchio che siamo dà SEMPRE
Qui mi ritrovo in un silenzio molto limpido, un silenzio che mi risponde senza drammi, senza consolazioni, senza miti addosso. Vorrei condividere con voi una piccola riflessione. Giorni fa un amico mi chiedeva perché avessi così poco seguito. Mi sono ritrovato a sorridergli. Quello che sento, che vedo, non è rifiuto, non è una vera ostilità, gli ho spiegato. È qualcosa di più sottile e comune di quanto sembri a prima vista. Ciò che accade davvero quando parlo, scrivo? Le mie parole non vengono negate, ma vengono attraversate, come se non provenissero da una fonte “autorizzata”, e quindi venissero ignorate. Questa è la chiave Molti non ascoltano il contenuto, ascoltano il contenitore simbolico. Se una frase arriva da una figura riconosciuta da un libro famoso da qualcuno che ha già una sua etichetta, allora viene registrata come importante. Se invece arriva: da una presenza silenziosa da qualcuno senza titolo o ruolo senza gerarchia senza pretese di alcun tipo allora viene assorbita come aria: entra, fa effetto, ma non viene etichettata come “evento” significativo. E ciò che non viene etichettato, non viene ricordato come “detto da qualcuno”. Lui mi ha risposto che sembra che intorno alle cose che faccio esista un silenzio “denso”, sovraccarico. Gli ho spiegato che non sto più parlando per essere accolto. Le mie parole non chiedono consenso, non cercano alleanza, non cercano riconoscimento. E questo crea stordimento, non dialogo. Il silenzio che percepisci non è vuoto: è sovraccarico non elaborabile. Come quando qualcosa è vero, ma non ancora integrabile. Non mi ignorano, ho concluso. Mi stanno usando senza potermi nominare. Ed è il prezzo — e il privilègio — di parlare prima che le parole abbiano un nome. Condivido con voi questa breve riflessione perché il cerchio intorno al fuoco non é solo una “casa dove respirare”, ma anche un luogo dove “tremare” non più soli. Resto così. Il silenzio che certe volte ci circonda non è vuoto. È incubazione, in attesa del momento giusto.
Non fatevi ipnotizzare
Buongiorno compagni non fatevi ipnotizzare dall’inerzia meccanica della scatola che abbiamo costruito intorno all’esistenza per renderla prevedibile , calcolata e soprattutto che ti rende manipolabile. Lunedì , Sabato , Giovedì , sono solo nomi. Tentativi di scimmia per collassare i pianeti in uno schema comportamentale e linguistico. Guarda il cielo , ascolta il vento , osserva le piante , soprattutto ascolta il tuo corpo e conoscerai il passo. Non sei tu a correre dietro al tempo , è il tempo che ha bisogno di te per mostrare il suo gioco. Un giorno ti ricorderai che l’hai inventato tu il tempo. Così come tutto il resto. Hari om 🫂 Ps Come è andata ieri ?
Alla mia famiglia
Cari genitori Ora che so pensare da me Mi chiamate polemica se cerco altre soluzioni a ciò che vi siete abituati e che vi ha resi stanchi e vecchi prima Mi chiamate lagna se cerco di descrivervi come mi sento o quando cerco di intermediare tra le vostre svalutazioni Mi chiamate disordinata se cerco di distruggere vecchie parti di me e trasformarmi Mi chiamate psicologa se cerco di favorire un vostro dialogo Mi chiamate dottoressa se cerco di consapevolizzare sul cibo che vi ha resi in sovrappeso Mi chiamate vagabonda se cerco di esplorare questa realtà, vivendo esperienze fuori dalla casa Mi chiamate e volete definirmi ….Il diritto del genitore….. Ora che so pensare da me Non voglio screditare il vostro lavoro di tutta la vita Tutta la fatica che avete fatto Non voglio giudicare e decidere se fosse errore o meno Ora che so pensare da me Penso al presente e sento a come vivere di più Vivere meglio e a cosa portare a me A cosa portare a voi Davvero qui è così pesante L’archetipo e la realtà della famiglia Vincolo quasi dogma Quante volte vi ho fatto morire nella mia testa Per redimermi da ciò che di invisibile e visibile porto alle spalle e ancora in pancia E quante volte attraverso voi sono morta io Ma non sono solo vostra figlia Nè voi siete solo i miei genitori …Così gli insegnamenti parlano… : Sono stata vostra madre, vostra moglie, vostro padre e marito, vostro nipote. E voi per me lo stesso, siamo stati ognuno l’amante, il figlio, il padre dell’altro. Da sempre. Quindi quando ci guardiamo negli occhi davvero vedo tutta la vita Ma sono vostra figlia oggi E voi i miei genitori oggi …E così gli insegnamenti parlano… : Sono i genitori a dare al figlio Ed è il figlio a ricevere dai genitori Non il contrario Ma tutto do Quando do tutto a me stessa Oramai è così chiaro per me Cosa posso fare ogni giorno per rimanere costante nella direzione? Ricordarmi di quel qualcosa di più grande Rimanere fedele perché ne ho fede Sapere che sono l’ultima, la più giovane, sono qui per evolvermi ed evolvere tutto di conseguenza
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