Cari genitori Ora che so pensare da me Mi chiamate polemica se cerco altre soluzioni a ciò che vi siete abituati e che vi ha resi stanchi e vecchi prima Mi chiamate lagna se cerco di descrivervi come mi sento o quando cerco di intermediare tra le vostre svalutazioni Mi chiamate disordinata se cerco di distruggere vecchie parti di me e trasformarmi Mi chiamate psicologa se cerco di favorire un vostro dialogo Mi chiamate dottoressa se cerco di consapevolizzare sul cibo che vi ha resi in sovrappeso Mi chiamate vagabonda se cerco di esplorare questa realtà, vivendo esperienze fuori dalla casa Mi chiamate e volete definirmi ….Il diritto del genitore….. Ora che so pensare da me Non voglio screditare il vostro lavoro di tutta la vita Tutta la fatica che avete fatto Non voglio giudicare e decidere se fosse errore o meno Ora che so pensare da me Penso al presente e sento a come vivere di più Vivere meglio e a cosa portare a me A cosa portare a voi Davvero qui è così pesante L’archetipo e la realtà della famiglia Vincolo quasi dogma Quante volte vi ho fatto morire nella mia testa Per redimermi da ciò che di invisibile e visibile porto alle spalle e ancora in pancia E quante volte attraverso voi sono morta io Ma non sono solo vostra figlia Nè voi siete solo i miei genitori …Così gli insegnamenti parlano… : Sono stata vostra madre, vostra moglie, vostro padre e marito, vostro nipote. E voi per me lo stesso, siamo stati ognuno l’amante, il figlio, il padre dell’altro. Da sempre. Quindi quando ci guardiamo negli occhi davvero vedo tutta la vita Ma sono vostra figlia oggi E voi i miei genitori oggi …E così gli insegnamenti parlano… : Sono i genitori a dare al figlio Ed è il figlio a ricevere dai genitori Non il contrario Ma tutto do Quando do tutto a me stessa Oramai è così chiaro per me Cosa posso fare ogni giorno per rimanere costante nella direzione? Ricordarmi di quel qualcosa di più grande Rimanere fedele perché ne ho fede Sapere che sono l’ultima, la più giovane, sono qui per evolvermi ed evolvere tutto di conseguenza