Quando si parla di sentiment di mercato, molti pensano a qualcosa di vago: “oggi il mercato è positivo”, “oggi c’è paura”, “oggi gli investitori sono nervosi”. In realtà il sentiment è molto più concreto. Il sentiment è il clima emotivo e operativo del mercato in un determinato momento. È il modo in cui gli operatori stanno interpretando il rischio, le notizie, i dati macroeconomici e il futuro prossimo. Non è una cosa astratta. Si vede nei grafici, si vede nelle reazioni, si vede nella velocità con cui un movimento viene comprato o venduto, si vede quando una buona notizia non fa più salire il mercato, si vede quando una cattiva notizia viene assorbita senza panico. Il sentiment, in pratica, ci aiuta a rispondere a una domanda molto semplice: il mercato in questo momento ha voglia di rischiare o sta cercando protezione? Questa domanda è fondamentale, perché spesso un setup tecnico può sembrare valido, ma se nasce nel sentiment sbagliato diventa molto più fragile. Il mercato non reagisce alla notizia, reagisce alle aspettative Questo è il primo concetto da capire. Il mercato non si muove semplicemente perché una notizia è buona o cattiva. Si muove perché quella notizia è migliore o peggiore di quello che il mercato si aspettava. Esempio: Immaginiamo che esca il dato sull’inflazione americana. Il mercato si aspetta un’inflazione al 3,2%.Il dato esce al 3,1%. A prima vista è positivo: inflazione più bassa, quindi potenzialmente meno pressione sui tassi. Ma se nei giorni precedenti il mercato aveva già iniziato a prezzare un dato ancora più basso, magari al 3,0%, quel 3,1% può essere letto come una delusione. Quindi il trader inesperto dice: “Inflazione più bassa, il mercato deve salire.” Il trader più esperto si chiede: “Quanto di questa notizia era già prezzato?” Questa differenza cambia tutto. Un dato non va letto da solo. Va letto rispetto alle aspettative, al posizionamento e al movimento che il mercato ha fatto prima del dato. Risk-on e risk-off: la base pratica del sentiment