Dal 7 aprile è cambiata una cosa importante. Ve ne parlo.
Forse ne avete già sentito parlare, forse no. Dal 7 aprile 2026 è in vigore una nuova legge: i termini “artigiano”, “artigianato” e “artigianale” possono essere usati solo da chi è iscritto all’Albo delle imprese artigiane. Chi li usa senza averne i requisiti rischia sanzioni molto pesanti. La legge è giusta, e la sostengo. So però che tra voi ci sono molte persone che cuciono, ricamano, creano con le mani, e per ora lo fanno come hobbiste. E magari in questo momento si stanno chiedendo: e io? Devo smettere di parlare di quello che faccio? No. Avete solo bisogno di qualche accorgimento nelle parole. “Fatto a mano” funziona benissimo al posto di “fatto a mano artigianalmente”. “Tecnica sartoriale” o “tecnica tradizionale” al posto di “tecnica artigianale”. “Lavorazione manuale” al posto di “produzione artigianale”. Il vostro lavoro ha valore esattamente com’è. Questa legge non riguarda voi: riguarda le imprese che usavano quella parola in modo scorretto per vendere di più. Voi state imparando, crescendo, costruendo qualcosa di bello. Continuate a farlo con orgoglio. Avete domande su come descrivere quello che fate? Scrivetele qui sotto, parliamone insieme.