Sai quella massima di certi "coach di self-publishing"? "Trova un nicchia ad alta domanda, poca offerta, coi margini e copia quello che già vende, cambia copertina e titolo, e il gioco è fatto: sei un bestseller." Suona familiare, vero? Ecco, questo si chiama 𝐑𝐞𝐝 𝐎𝐜𝐞𝐚𝐧 e il risultato è un bagno di sangue. Tutti a contendersi la stessa fetta di mercato, come squali affamati in acque rosse . Entri in una nicchia "calda". Fai una copertina che somiglia a quella del bestseller del momento. Usi le stesse keywords. Pubblichi. E scopri che stai competendo con altri 500 libri identici, con prezzi in caduta libera e recensioni nella media. 𝐂𝐨𝐦𝐩𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢. 𝐒𝐞𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐠𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥'𝐎𝐜𝐞𝐚𝐧𝐨 𝐑𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐒𝐚𝐧𝐠𝐮𝐞. Ma stasera, durante la live di Simone (che, tra l'altro, è stato straordinario), abbiamo visto tutt'altra roba. Persino nella creazione di una COPERTINA (e lo avevamo già notato nello SPACCANICCHIA) che molti trattano come un dettaglio tecnico da delegare, ci ha trasmesso la mentalità giusta. Mentre gli "esperti" insegnano a imitare, lui ha insegnato a distinguersi. Mentre l'industria spinge verso il 𝐑𝐞𝐝 𝐎𝐜𝐞𝐚𝐧, lui ha dimostrato, nella pratica, come applicare la logica del 𝐁𝐥𝐮𝐞 𝐎𝐜𝐞𝐚𝐧 fin dal design della copertina. Non si tratta di fare uguale con modifiche, ma di creare qualcosa che si noti, che comunichi valore, e che parli al lettore ideale in modo unico. E allora, per chi in chat mi ha chiesto "che diavolo è sto Blue Ocean?", lascio il suggerimento: 𝐋𝐞𝐠𝐠𝐞𝐭𝐞𝐯𝐢 𝐖. 𝐂𝐡𝐚𝐧 𝐊𝐢𝐦 𝐞 𝐑𝐞𝐧é𝐞 𝐌𝐚𝐮𝐛𝐨𝐫𝐠𝐧𝐞. 𝐍𝐨𝐧 è 𝐟𝐮𝐟𝐟𝐚. È 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚. E già che siamo in vena di provocazioni: ho ricevuto un messaggio che mi invitava a "posare il vino" mentre scrivevo questo post. Ah ah ah! Preciso: non bevo alcolici. Ho ragioni molto pratiche. Si chiama precisione di mira (letteralmente). E per chi pensa che sia una fissazione, vi consiglio di rivedere (o vedere) Barry Lyndon, di Kubrick. Lì capirete che, se fossimo ancora in quei tempi, qualcuno qui si sarebbe rapidamente pentito di aver dato repentino fiato all'ignoranza …